Il Resto di Niente

CON STEFANIA SANDRELLI E MARISA LAURITO
PIANOFORTE SANDRO DE PALMA

Si ringrazia Mondadori Editori 


Siamo alla fine del Settecento, è un momento cruciale della storia napoletana ed europea. Presi dall’entusiasmo per le notizie che
arrivano dalla Francia, un gruppo di illuministi meridionali tenta una rivoluzione che finirà in un vero e proprio eccidio. Tra questi c’è Lenór,
una nobile di origine portoghese – nella realtà si chiamava Eleonora de Fonseca Pimentel e fondò il “Monitore napoletano” – che fa accendere in Striano una multiforme scintilla narrativa. Aver rappresentato questo mondo, ghermendolo nelle innumerevoli stratificazioni storiche di una città perennemente in bilico tra la rassegnazione del niente e la speranza del tutto, costituisce il
risultato di maggiore e duraturo pregio di questo romanzo. È storia di amori, passione civile, esaltazione rivoluzionaria, emancipazione femminile. Roberta Lucca e Geppy Gleijeses (anche coordinatore dello spettacolo) hanno estrapolato, senza alterarne mei senso e struttura, alcuni brani del romanzo. A leggere e interpretare i brani due grandi attrici: Stefania Sandrelli, grande diva e icona del cinema italiano e Marisa Laurito, artista amata per la sua bravura e impareggiabile simpatia.
Al piano il Maestro Sandro De Palma, grande concertista, eseguirà brani di Liszt, Debussy, Satie, Mozart, Cimarosa e altri.


ENTRATA LIBERA SU PRENOTAZIONE:
info@festivalinternazionalecapri.it
+39 3457078365

Reunion

OMAGGIO A CARLO D’ANGIÒ E CORRADO SFOGLI

CON NUOVA COMPAGNIA DI CANTO POPOLARE, EUGENIO BENNATO, GIOVANNI MAURIELLO, PATRIZIO TRAMPETTI


La NCCP viene fondata nel 1966 da Eugenio Bennato, Carlo d’Angiò, Roberto De Simone, Giovanni Mauriello a cui si unirono Beppe Barra, Patrizio Trampetti, Fausta Vetere, Patrizia Schettino e Nunzio Areni e nel ‘76 Corrado Sfogli. Attraverso studi filologici e ricerche etnomusicologiche questo gruppo ripropone la musica popolare napoletana nel suo stile originale. I successi nel ‘72 e nel’74 al Festival dei due Mondi di Spoleto e l’esplosione vera e propria conquistata con “La gatta Cenerentola” nel 1976 segnano l’affermazione internazionale del gruppo. Il gruppo resta unito nella formazione iniziale fino al 1981 e poi prosegue sotto la guida di Fausta Vetere e Corrado Sfogli. Nel frattempo Eugenio Bennato incontra altri successi internazionali alla guida della sua nuova formazione Musicanova e poi di Taranta Power. Ora, dopo 40 anni, Fausta Vetere, Eugenio Bennato, Giovanni Mauriello e Patrizio Trampetti tornano a suonare assieme per questa unica e imperdibile occasione. Il concerto sarà articolato in tre parti: nella prima ascolteremo l’attuale formazione della Nuova Compagnia di Canto Popolare, nell’ultima un breve concerto della formazione di Eugenio Bennato e, nel mezzo, La Reunion del gruppo fondante della formazione originale.


ENTRATA LIBERA SU PRENOTAZIONE:
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Aneme Pezzentelle Blues

CON GEPPY GLEIJESES
REGIA DI ROBERTA LUCCA, ELISABETTA MIRRA, AGOSTINO PANNONE,
TROMBA ENRICO VALANZUOLO, BATTERIA RICCARDO SCHMITT, PIANOFORTE EUNICE PETITO


Le anime pezzentelle sono, per tradizione partenopea, le anime purganti, quelle che non trovano pace, quelle che abitano il cimitero delle Fontanelle. Ma sono pur sempre nel Purgatorio e non in un girone infernale. Geppy Gleijeses, premiato quale migliore attore europeo nel 2018 dall’Accademia Medicea Europea, attore, regista, drammaturgo, imprenditore teatrale, con tre musicisti al piano, batteria e tromba, andrà a “rrefrescare” queste anime vaganti, a ricordarcele, a renderle vive, sul palcoscenico e con la sua arte, a farcele ritrovare nella nostra stupefazione come tanti personaggi in cerca d’autore.
E vedremo i cecati di Viviani e Di Giacomo, i travestiti di Ruccello, i transeunti di Moscato, le poesie proibite di Ferdinando Russo, l’addio a Napoli e alla moglie di Libero Bovio, il mare di Pino Daniele, ‘O mare di Eduardo, le lacrime napoletane di Roberto Murolo, il vaporetto che salpa da Capri di Alfredo Guarino.

Regia di Roberta Lucca, Elisabetta Mirra, Agostino Pannone.


ENTRATA LIBERA SU PRENOTAZIONE:
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Il Malato Immaginario

CON EMILIO SOLFRIZZI
REGIA GUGLIELMO FERRO


Il teatro come finzione, come strumento per dissimulare la realtà, fa il paio con l’idea di Argante di servirsi della malattia per non
affrontare “i dardi dell’atroce fortuna”. Il malato immaginario ha più paura di vivere che di morire, e il suo rifugiarsi nella malattia non è nient’altro che una fuga dai problemi, dalle prove che un’esistenza ti mette davanti.
La tradizione, commettendo forse una forzatura, ha accomunato la malattia con la vecchiaia, identificando di conseguenza il ruolo del malato con un attore anziano o addirittura vecchio, ma Moliere lo scrive per se stesso quindi per un uomo sui 50 anni, proprio per queste ragioni un grande attore dell’età di Emilio Solfrizi potrà restituire al testo un aspetto importantissimo e certe volte dimenticato. Il rifiuto della propria esistenza.
La comicità di cui è intriso il capolavoro di Moliere viene così esaltata dall’esplosione di vita che si fa tutt’intorno ad Argante e la sua continua fuga attraverso rimedi e cure di medici improbabili crea situazioni esilaranti. Una comicità che si avvicina al teatro dell’assurdo, Moliere, come tutti i giganti, con geniale intuizione anticipa modalità drammaturgiche che solo nel ‘900 vedranno la luce.
Si ride, tanto, ma come sempre l’uomo ride del dramma altrui.


ENTRATA LIBERA SU PRENOTAZIONE:
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